LABORATORIO DI ANALISI DINAMICA
“STUDIO DEL CARRO POSTERIORE DI UNA MTB
FULL-SUSPENDED”
In questo progetto si è fatta una
breve panoramica di alcuni problemi dinamici presenti nelle biciclette MTB di
ultima generazione, ovvero MTB full-suspended (bi-ammortizzate). Come modello
di simulazione si è optato per il telaio XTC della Giant full-suspended da
cross country (quindi adatto per le competizioni e le granfondo).
CAPITOLO 1
Le caratteristiche tecniche del sistema NRS (No
Resonance System)
Il miglior modo per
capire il sistema NRS Giant è iniziare da un veloce ripasso di ciò che la
sospensione di una bicicletta dovrebbe e non dovrebbe fare. Molto
semplicemente, una sospensione ideale dovrebbe:
·
Contribuire al controllo e alla
comodità della bicicletta
·
Non interferire con altri aspetti
della corsa
“Non interferire con altri
aspetti della corsa” è un modo gentile per dire “non dissipare potenza” o
provocare rimbalzo. Il problema è che fino ad ora, tutte le sospensioni hanno
richiesto una certa forma di compromesso: ci sono dozzine di sospensioni per
biciclette (Kastle, Cannondale, FRM, GT, Schiwinn, Specialized…) ciascuna delle
quali garantisce di essere perfetta. Molte di esse sostengono che i loro
ideatori hanno la grande eredità ventennale del motociclismo.
E qui è il segreto
di cui non si è mai parlato: c’è qualcosa di davvero unico nelle biciclette, la
cui sospensione è fondamentalmente più difficile da progettare rispetto a
quella di una motocicletta o di un’automobile. Il problema può essere riassunto
in due parole: il ciclista. Idealmente
si vorrebbe un sistema di sospensione che risponda alle forze ESTERNE (cunette)
e ignori le forze INTERNE (uomo-macchina). Le auto e le moto non hanno da
preoccuparsi della macchina. Un motore che non vibra non farà reagire la
sospensione, perciò chi la progetta può semplicemente ignorarlo.
Al contrario, le
biciclette hanno un motore che va a
scatti. La pedalata è in realtà una vibrazione
a bassa frequenza e grande ampiezza.
In termini più semplici, confronto ad un motore a gas, si pedala più lentamente
e con movimenti più ampi: su una bicicletta i pistoni sono le gambe!
Si confronti, in
maniera molto intuitiva, (ci scusino i puristi…)un tipico ciclista con un
tipico motore a gas:
|
Variabile |
Persona |
Motocicletta |
Automobile |
|
Numero cilindri |
2 |
2-4 |
4-8 |
|
Giri/min |
70-90 |
4000-8000 |
2000-5000 |
|
Movimento |
350 mm* |
Inferiore a 80 mm |
Inferiore a 100
mm |
* 175 mm è la
lunghezza di una tipica pedivella da MTB. Per un giro completo si ottiene un
movimento di 2 x 175 = 350 mm.
E’ abbastanza
chiaro: trattandosi di vibrazioni, il ciclista perde tutto: quindi si vuole
evitare che nel cercare di scalare una salita con tutta la forza possibile si
veda la sospensione della bici rimbalzare ad ogni pedalata.
Dunque, il segreto
non rivelato è: la sospensione di una bicicletta non puo' ignorare la
componente del ciclista, se vuole funzionare bene.
Risonanza
La maggior parte delle
sospensioni viene regolata vicino alla frequenza dei colpi, dove la risonanza è
l’amplificazione del movimento naturale di una struttura. Perciò la risonanza è un movimento ampio con una spinta
debole. In effetti la bicicletta esagera il colpo della pedalata e rimbalza di
più. Di fatto, Renault Sport ha condotto alcune analisi scoprendo che la
maggior parte delle sospensioni ha una frequenza di risonanza di pochi Herz
(spesso circa 3 Hz nel caso delle biciclette, che significa 3 “rimbalzi” al
secondo).E una cadenza di 90, tipica di un ciclista aggressivo, corrisponde a 3
Hz.
Una cadenza di 90
significa che state pedalando a 90 giri completi di pedale al minuto (90 RPM).
In un giro completo, ciascun piede va su e giù una volta. Ogni pedalata fa
rimbalzare la molla. Perciò ogni giro completo attiva la sospensione due volte,
cioè 180 volte al minuto. 180 volte al minuto significa 3 volte al secondo.
Dunque una cadenza di 90 RPM attiva la molla a 3 Herz.
Per molte
sospensioni, la scelta più semplice (e senza effetto) è di irrigidire la
sospensione in modo che non rimbalzi, ma così serve anche poco; oppure di
mantenerla morbida in modo che assorba i colpi e anche la potenza. Molte altre
aziende hanno studiato con cura la geometria in modo da evitare il rimbalzo in
un punto specifico. Questa soluzione funziona per una condizione specifica. Ma
appena si cambia rapporto o ci si alza dalla sella la bicicletta torna a fare
il “canguro”.
Il segreto per una
sospensione ideale è sorprendentemente semplice da definire sulla carta:
ridurre l’effetto delle due forze. In effetti la sospensione potrebbe
distinguere una forza derivante dall’urto di una cunetta e quella derivante dal
ciclista.
Alla Renault hanno
studiato a lungo e hanno creato il design NRS. NRS significa “Sistema Senza
Risonanza” (No Resonance System). Esso non solo non amplifica la forza
proveniente dal ciclista, ma la usa a proprio vantaggio.
Ecco la definizione
di base: i colpi comprimono
l’ammortizzatore posteriore; la forza derivante dal ciclista lo estende.
Se si passa sopra una cunetta,
l’ammortizzatore si comprime, allora si fa in modo che la molla sia più morbida
possibile per un buon assorbimento. Se si
pedala con forza, il sistema si estende; ma non c’è nessuna perdita di
energia; anzi la ruota posteriore viene spinta verso il terreno migliorando la
presa. Basta aggiungere al sistema una buona molla negativa perché la pedalata
risulti liscia, ed è fatta.
L’accurata geometria del
leveraggio del carro ammortizzato a quattro barre associa una sospensione che
si estende ad un sistema no-SAG. Le
braccia del leveraggio sono sistemate in modo simile a un’altalena: da una
parte c’è la ruota che spinge in su a comprimere la molla; dall’altra parte il
ciclista che spinge verso il basso cercando di estendere la molla. Questo
sistema è adatto per il cross country da competizione.
Estensione della sospensione
Alla Renault Sport si sono
basati su un’attenta analisi della sospensione anteriore delle bici. Hanno
capito che sotto potenza si verifica un trasferimento di peso che di fatto fa
estendere la sospensione anteriore. L’idea alla
Renault Sport era quella di avere una sospensione posteriore che si comportasse
come quella anteriore, estendendosi per controbilanciare le forze di pedalata.
Che la sospensione
si estenda significa che la forza della pedalata tende ad estendere la
sospensione, mantenendo l’ammortizzatore dei colpi nell’area negativa della
molla, lontana dalla morbida posizione positiva. La molla negativa, avendo una
frequenza di risonanza più alta, ha bisogno di una cadenza di pedalata di ben
oltre 180 rpm per iniziare a rimbalzare, molto più di quanto possa fare
qualsiasi ciclista. La molla negativa, inoltre, agisce da molla esterna
superiore. La molla positiva, molto più morbida, si concentra completamente
sulle necessità delle cunette, e si comprime per assorbirle. Il risultato è una
bicicletta con tutti i benefici della bi-ammortizzata (controllo e comodità),
senza lo svantaggio dell’inefficienza (perdita di potenza).
Oltre ad
estendersi, la sospensione NRS deve essere regolata col NO SAG
(pre-compressione dovuta al peso del ciclista). Senza SAG, la regolazione
corretta della sospensione non viene alterata dal peso del ciclista.
L’ammortizzatore rimane nella sua posizione ideale, pronto ad assorbire i
colpi, e pronto anche a resistere alla forza di pedalata del ciclista per
evitare il rimbalzo.
Quasi tutte le
sospensioni devono avere del “sag” per poter funzionare facilmente su piccole
cunette ed essere completamente attive - a spese della potenza. Nel caso
dell’NRS la posizione morbida della molla positiva reagisce istantaneamente a
tutti i colpi con una perdita di potenza pari a ZERO! Come può essere? Dal
momento che tutte le buone sospensioni ammortizzano i rimbalzi, facendo tornare
la molla positiva in posizione neutrale (a una velocità inferiore rispetto a
quando è compressa), su una superficie tutta dissestata la sospensione si comporta
proprio come farebbe una bicicletta con sag. La molla viene costantemente
compressa ed estesa, senza ritornare nella sua posizione neutrale finché il
terreno non torna ad essere regolare.
Prestazioni
I risultati di prove durante
una gara di Cross Country di 8 minuti (5 minuti in salita e 3 in discesa) hanno
evidenziato una velocità massima media della bici da cross country XtC DS di
2-4 km/h superiore rispetto ad una già veloce MCM rigida. Inoltre, il tempo
guadagnato nella parte in discesa è stato di 7 secondi.
Ulteriori test svolti usando le
migliori biciclette rigide della Giant hanno evidenziato un recupero medio di
20 secondi a tappa nel circuito di Coppa del Mondo di Sidney. L’aspetto più
interessante è che in queste prove il battito cardiaco del ciclista su bici con
sistema NRS era significativamente più basso rispetto a chi usava una bici
rigida.
NOTA: NOTA: Nell’acquisizione
di questi dati, sono state monitorate tutte le funzioni vitali della
bicicletta, compresa la frequenza di pedalata, i colpi alle sospensioni
anteriore e posteriore, la velocità delle vibrazioni del manubrio e della
sella, la distanza e la frequenza cardiaca del ciclista. In altri termini, la
bicicletta è stata sviluppata sulla base delle reali prestazioni più che sulle
sensazioni del ciclista - essenziale se si considera che una bicicletta più
comoda sembrerà inevitabilmente più lenta di una bicicletta meno comoda.
Il parere dei ciclisti della squadra GIANT MTB sul sistema NRS
Rune Hoydahl
Sono stato
coinvolto nella sperimentazione di questo sistema sin dall’inizio, perciò ho
sempre saputo che è davvero speciale. La vera differenza è che la XtC DS è
costruita in modo tale da essere rigida in salita, il che elimina quella
perdita di potenza che si ha con le bi-ammortizzate. Quando non sono seduto in
sella e pedalo al massimo, la XtC DS sembra proprio la mia MCM. Ma quando
arrivo in cima e inizio la discesa ho tutti i vantaggi di una bi-ammortizzata e
quindi posso andare veramente più veloce. La cosa strana è che effettivamente
mi pare di essere più lento con la XtC DS, e invece sono più veloce, a prova di
cronometro. Durante l’allenamento mi sono poi accorto che posso pedalare più a
lungo e più velocemente perché mi stanco meno che con una bici normale. Voglio
ringraziare Andy Wollny, il meccanico della nostra squadra e P. Tribotte della
Renault Sport. Hanno lavorato davvero sodo per fare della XtC DS la bicicletta
perfetta; e credo che tutti dovrebbero provarla.
Yohann Vachette
Non ho dubbi sul fatto
che l’NRS rappresenta un enorme passo in avanti nel mondo del ciclismo all
terrain. Non dimenticate che la mia XtC DS è già stata messa alla prova in
gara, e credo che in futuro vedremo sempre più bici bi-ammortizzate basate su
questo concetto. A livello pratico la XtC DS è una bicicletta che corre e si
manovra molto bene, anche quando si pedala al massimo. La sospensione
posteriore non rimbalza, e quindi non c’è perdita di potenza sulla ruota
posteriore. La regolazione del sistema è semplice e consente una morbidezza
tale che su terreni particolarmente accidentati è possibile godere di tutti i
vantaggi dell’ammortizzazione. Funzione benissimo sia quando sono seduto sulla
sella, che quando mi appoggio solo sui pedali. Tutto ciò significa che posso godere
di una pedalata assolutamente comoda in discesa con una trazione molto migliore
rispetto ad una bici rigida, ma non perdo nemmeno potenza in salita, il che è
fondamentalmente perfetto.
Dominique Arnould
La prima cosa che
si nota è l’assenza di qualsiasi effetto di rimbalzo posteriore in salita, con
un miglioramento decisivo della trazione su terreni molto irregolari. Anche in
discesa si va molto meglio a sterzare, il che significa che posso spingermi al
limite senza correre inutili rischi. Sono inoltre impressionato dalla
leggerezza del sistema, cosa molto importante e sorprendente da trovare in una
bi-ammortizzata. Dopo aver usato la XtC DS ed essermi piazzato dodicesimo nella
Coppa del Mondo a Sydney e ottavo a Plymouth, sono assolutamente convinto dalla
qualità tecnica della bicicletta, che sicuramente userò per tutte le rimanenti
gare di questa stagione. Io odio la parola “rivoluzionario”, ma in questo caso
è la verità.
CAPITOLO 2
SIMULAZIONE DEL SISTEMA CON “VISUAL NASTRAN”
Modellizzazione e simulazione
del sistema.
Per modellare il telaio si è
utilizzato il programma “mechanical desktop”; i componenti presenti sono:
-
triangolo del carro anteriore
-
forcellini orizzontali del carro posteriore
-
forcellini verticali del carro posteriore
-
biella di rinvio
Successivamente i componenti
sono stati assemblati e tutto il sistema è stato esportato nel “visual nastran”.
Una volta verificata la
correttezza della geometria e delle varie coordinate di tutta la struttura,
si è passati alla creazione delle coppie
rotoidali necessarie per simulare il funzionamento del quadrilatero del carro
posteriore, che sarà l’oggetto del presente studio.
Vale la pena ricordare che la
determinazione del funzionamento dell’ammortizzatore, con i relativi tamponi di
fine corsa, si è rivelata alquanto ostica (ci ha fatto “tribolare un pasto”!)
per vari motivi, che per brevità vengono tralasciati.
Una volta accertata la buona
realizzazione del pacchetto carro posteriore-ammortizzatore, si è provveduto ad
eseguire alcune prove di simulazione dinamica mediante alcune forze esterne al
sistema: il tiro catena (nella posizione di rapporto di marcia più agile), peso
dell’atleta, carico impulsivo sulla routa posteriore:
-
Il tiro catena è stato modellizzato tramite un
attuatore, che applica una forza sinusoidale con una frequenza di 3 Hz, per le
ragioni già citate nel Cap.1, con il massimo di 1200 N.
-
Si è supposto che sulla ruota posteriore agisca
una forza costante pari al 70% del peso dell’ atleta (80 kg).
-
Il carico impulsivo è presente solo in due
simulazioni (delle quattro presentate) e ha una componente verticale di 1500 N
applicata per una durata di 0.3 s.
Come già ampiamente introdotto
nel capitolo 1, l’interesse delle prove si è concentrato sul particolare
settaggio dell’ammortizzatore, privo di sag; quindi si è pensato di verificare
se questa configurazione era effettivamente valida.
Nelle prime due simulazioni
(“nrs-impulso” e ”nrs-pedalata”), la configurazione è quella priva di sag, come
riportato dal manuale di utilizzo del mezzo; nelle successive due prove
(“nrs-sag impulso” e ”nrs-sag pedalata”), si è provveduto ad alzare il tampone
superiore e a calare il precarico, in modo che la sospensione potesse avere
anche una limitata corsa “negativa”.
Capitolo 3
Grafici e conclusioni
Vengono di seguito riportati i
comportamenti della sospensione posteriore, secondo le modalità sopra citate

|
nrs-pedalata: tensione catena |
|
nrs-pedalata: lunghezza molla |
|
nrs-impulso: lunghezza molla |
|
nrs-impulso: posizione ruota posteriore |
|
nrs-pedalata sag: tensione catena |


|
nrs-pedalata sag: lunghezza molla |




|
nrs-inpulso sag: posizione ruota posteriore |
|
nrs-inpulso sag: lunghezza molla |
Il sistema nelle due
configurazioni non si è rivelato così innovativo visto che l’unica ragione per
cui la sospensione priva di sag risulta meno attiva durante la pedalata è
dovuto al solo fatto che c’è un elevato precarico che agisce direttamente sul
tampone e ne blocca il movimento: si può dire che il comportamento in queste
condizioni è simile a quello di un telaio rigido.
Si noti come nel caso in cui ci
sia sag l’impulso venga assorbito in maniera migliore grazie alla corsa
“negativa”.